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Crescere nel Corpo, nella Mente, nello Spirito

Nella nostra società è davvero impossibile crescere senza subire in qualche misura un processo di limitazione della nostra interezza, ma è anche vero che noi possiamo comunque recuperare la creatività, l'unicità che è dentro di noi, ristabilendo il contatto con il nostro bambino interiore.
Quando manca questo contatto, incorporiamo nel nostro essere quei messaggi negativi del mondo esterno che condizionano tutto il nostro essere, che possiamo definire come "l'adulto non in contatto con il bambino interiore".


Il bambino interiore rappresenta la nostra parte creativa, istintiva, le nostre emozioni.
L'adulto è il nostro pensiero, la nostra mente.
L'adulto rappresenta il mondo dei grandi, l'ambiente circostante; quindi ciò che prima sentivamo dai nostri genitori, o educatori, il famoso "non toccare, non fare, non sentire", ecc.. viene assunto dentro di noi e diviene attivo limitando tutto il nostro essere.
Un piccolo bambino è davvero l'espressione della nostra interezza, l'interezza di corpo, emozioni, spirito. Nel nostro diventare grandi c'è purtroppo un lasciare da parte il bambino per ascoltare soltanto le esigenze e le richieste dell'adulto, perchè abbiamo imparato che queste probabilmente ci possono dare gratificazione.


Il bambino diventa così sempre più impotente e meno apprezzato e noi stessi incorporando in noi l'adulto finiamo col disprezzare quelle che sono le qualità e i sentimenti del bambino.
Il bambino viene tradito due volte, sia dall'ambiente esterno, sia dal nostro essere adulti nei confronti del nostro bambino. Questo ci fa perdere il nostro senso di interezza, che invece possiamo davvero sentire quando queste due parti, la parte del bambino e la parte dell'adulto, possono agire in accordo.
Il nostro bambino interiore ha in sè tutte le esperienze della nostra infanzia, anche le esperienze dolorose, ed è per questo che noi difficilmente ascoltiamo il nostro bambino.


Il bambino quindi si sente solo, si sente abbandonato e giunge alla conclusione di essere cattivo e non importante, inadeguato, perché altrimenti non sarebbe mai stato abbandonato.
Questa situazione di distacco fa si che il bambino interiorizzi sentimenti intensi di paura, di vergogna, o sensi di colpa. Ecco perché l'uomo di oggi è un uomo che si sente solo.
Per sfuggire alla solitudine del bambino interiore sempre più spesso l'uomo di oggi diventa dipendente da un'ampia gamma di sostanze e di comportamenti. Possiamo diventare dipendenti non solo dall'alcool o dalle droghe, ma anche dalla televisione, dal lavoro, dallo sport, dallo spendere soldi, dall'amore. Per es. aver bisogno d'amore significa infatti cercare qualcuno che si prenda cura di noi, dal momento che noi per primi non siamo capaci di farlo.


La prima delle conseguenze negative derivanti dall'aver abbandonato il bambino interiore è il grande senso di solitudine. La seconda è che questo distacco dal proprio sentire crea sì distacco dal dolore, ma anche dalla gioia.
Possiamo davvero tornare alle nostre radici, per risentire forse anche vecchie emozioni dolorose, con l'intento di ascoltare e rispondere al bisogno che ancora ci attende , nella consapevolezza che tutto questo ci dà la anche la possibilità di ritrovare quella gioia, quella interezza che caratterizzava la prima fase della nostra vita da bambini e che nella nostra vita di oggi ci permette di andare incontro alla vita con gioia , rimanendo fedeli al nostro sentire.


 

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